.: Dominia 3.0, GDR Fantasy-Medievale :.
 
 
 


...di 'si tanti eventi succedutisi.
Sole XXIV mese I Era III

Dagli scritti di Euridas Haskonyus, Governatore della Capitale di Dominia, Emerald.

Tanti sono gli eventi che si sono succeduti dall’ultima volta che vi ho aperto, mio buon amico.

La battaglia che dovrebbe decidere le sorti delle terre del Nord e’ ormai alle porte. Non so per quanto ancora gli uomini possano sopportare il freddo e l’inospitalita’ di queste terre. Molti di loro hanno una famiglia dalla quale tornare, figli da riabbracciare, compagne alle quali dimostrare il proprio affetto…ma non e’ giunto ancora il momento di compiere cio’.

Una volta terminato il conflitto, qualsiasi sia l’esito, l’esercito marcera’ unitamente ai civili di Dominia che sino a questo momento sono stati tenuti in una localita’ sicura ed a me, con meta il Palazzo Reale, luogo ove cio’ che serbo nell’animo e nel cuore sara’ riferito al Re senza alcuna remora, senza alcun rimorso.

Il titolo di Governatore di questa citta’ non mi interessa se, di fatto, altro non sono che il burattino di un despota crudele che per ambizione personale manda a morire i cittadini della propria citta’ tassando nello stesso momento le donne e gli anziani che gia’ temono per la sorte dei propri compagni e che si trovano gravati dalla mancanza di quei diritti che nemmeno ad un animale dovrebbero esser negati.
Non per questo, pero’, non combattero’ affinche’ le cose cambino in meglio, e la gente possa tornare a sorridere di cio’ che ha.
Dunque al mio ritorno il popolo, l’esercito, Emerald, Dominia tutta, dovra’ compiere un passo per guadagnarsi quella liberta’ alla quale molti, troppi ormai ambiscono.
Ho gia’ trovato un accordo con il Generale Lavitz, il quale era preoccupato che l’esercito, con un cambio di reggenza, potesse perdere i privilegi ad esso concessi.
Gli ho risposto che cio’ che a loro era stato promesso da questo Re non gli sara’ negato da me, nel caso Dominia decida che questo sia il ruolo al quale saro’ chiamato a rispondere.
In caso contrario mi faro’ da parte.

Oh, non preoccupatevi amico mio, ancora molto ho da scrivere e da narrarvi, anche se quasi nulla di tutto cio’ che sara’ vergato su di voi mi permette di sorridere.

Ikari aspetta il mio erede, e questa e’ l’unica buona notizia che ho da darvi.
La stirpe degli Haskonyus, quindi, proseguira’ anche dopo di me, che il mio successore si identifichi nelle vesti di un cavaliere o di una dama non e’ dato ancora saperlo, manca ancora troppo tempo perche’ egli o ella veda la luce.

La cattiva novella e’ che le mie paure su cio’ che la mia compagna mi diceva si sono materializzate.

Ella ha davvero un demone dentro di se, demone che ha attaccato il Generale Lavitz ferendolo lievemente al collo.
Ora anche lui sa chi e’ realmente Ikari e giustamente non potro’ farla vagare tra i gendarmi tranquillamente. La terro’ al sicuro all’interno delle mie stanze per farla uscire solo una volta che avra’ intenzione di abbandonare il Nord, per tornare alla foresta.

Due soli fa, precisamente il sole XXII mese I era III ho incontrato l’elfo che, tramite i suoi giuochi all’interno della piazza di Emerald, mendicava monete e sostentamento. Data la sua bravura ho interceduto per lui verso il Re, una distrazione che non gli fara’ pensare a cio’ che qui si sta compiendo.

L’elfo in questione si chiama Blame, ha il viso deturpato da delle cicatrici che copre con una sostanza che sconosco ma che gli rende il viso bianco e gli disegna in viso un sorriso forzato. Ho ancora da capire molto circa questo individuo, ma credo che avro’ modo, nei prossimi tempi, di averlo a stretto contatto. Staremo a vedere.

Per ora vi lascio, vi riprendero’ quanto prima per informarvi di quali nuove si susseguiranno in questo Regno.



Vostro
Euridas, Governatore Di Emerald.




Nuovi intenti, nuovi incontri, vecchi amori.
Sole XII Mese I Era III

Dagli scritti di Euridas Haskonyus, Governatore di Emerald.

Mentre il sole ancora era alto in cielo ho parlato con il Generale Lavitz. L’ho reso partecipe del mio intento e di cio’ che sono pronto a compiere una volta che saremo rientrati dalla guerra. Mi e’ sembrato convinto che il bene del popolo di Dominia sia nelle nostre mani, cosi’ come speravo.

In questi soli non riesco a vedere la mia amata quanto vorrei. Sempre troppe guardie a controllare che io stia bene, sempre tutti addosso a limitare la mia possibilita’ di movimento.

Aranes si e’ arruolato nell’esercito, ora e’ un milite ed il suo orgoglio e’ il mio orgoglio. Fara’ strada quell’uomo. Tutta la strada che meritava e che gli e’ stata negata in passato da uomini che non valevano i suoi stivali sporchi di terra e sudore.

Allo stesso modo in cui ho incontrato Adema e Dadox, due soli fa ho ritrovato una vecchia conoscenza delle terre dalle quali provengo. Sir Julio il suo nome, templare la sua casacca ed il suo animo devoto agli Dei. Non potevo sperare in una giunta piu’ opportuna, dato che quando la battaglia lascera’ il posto alla pace, cerchero’ di avvicinare il popolo alla conoscenza degli Dei di cui molti, causa l’analfabetismo o anche solo l’ignoranza, sono appunto ignari dell’esistenza.

La guerra al Nord procede come previsto. Siamo pronti per la battaglia piu’ cruenta che si sia vista da quando questa pazzia e’ iniziata ed ho decido che saro’ di fianco ai miei uomini nel momento della verita’. Non posso abbandonarli proprio ora che hanno bisogno di sentire che la vittoria e’ possibile.

Il popolo e’ stato messo al sicuro in una localita’ che non verghero’ nemmeno qui. Non si sa mai qualcuno si impossessasse di voi, diario mio, e ponesse in essere i propri intenti infidi e meschini.

Per ora e’ tutto.
Vi apriro’ presto, molto presto, per scrivere ancora di Dominia, di Emerald e della sua gente, dell'onore dei soldati, della vilta' degli empi, dell'onore di chi l'animo del cavaliere ancora serba puro e limpido nel cuore.



Vostro
Euridas, Governatore Di Emerald.




Di una guerra in atto a nord della barriera.
Sole XX mese XII era III – Dalle note del Governatore del Regno di Emerald, Euridas Haskonyus circa gli scritti del Generale del Reale Eserito Lavitz Slambert.

Ho ricevuto queste note dal Generale Lavitz, attraverso i messi che ha inviato dalle terre del Nord.

Le trascrivo all'interno di queste pagine:

Sole XIV mese XI era III:

Jaquen e' tornato dall'esplorazione che gli era stata comandata. E' tempo di muoversi verso nord. Il primo obiettivo da raggiungere sara' l'accampamento di Coldwood. Spero che almeno fino a quel punto non troveremo ostacoli a rallentarci o peggio. Ho deciso di recar con me in battaglia millecinquecento uomini: Saranno settecentocinquanta fanti, quattrocentottanta arcieri, trecento cavalieri. Il Re vorrebbe che in caso di necessita' io portassi con me anche civili, ma come potrei mai mandarli a morire? Con me partiranno anche il Sergente Lothar ed il Sergente Vladimir Blood, due miei luogotenenti.

Sole XV mese XI era III:

Durante la marcia siamo stati attaccati da un'orda di Gargoyle volanti. L’assalto ha dato vita ad uno scontro che siamo riusciti a vincere senza troppe perdite, ma comunque importanti per il prosieguo della missione. Abbiamo raggiunto l’accampamento militare costruito dalle truppe del Sergente Jaqen e ci siamo insediati lì, facendo divenire lo stesso accampamento militare il nuovo accampamento coldwood Sole XX mese XI era III:

L’Esercito Reale è stato attaccato all’accampamento coldwood da un orda di fanti e cavalieri barbari che hanno impiegato in guerra dei lupi giganti. Siamo riusciti a difenderci con decisione fino alla ritirata di coloro che ci attaccavano. Ho timore di cio' che ci potra' attendere proseguendo ancora verso Nord. Sole XXIV mese XI era III:

Ho diviso l'esercito in tre scaglioni: Il primo e' stato affidato al Sergente Lothar, il secondo al Sergente Vladimir ed il terzo al Sergente Jaqen. Le truppe di Jaqen rimarranno all’accampamento di Coldwood per mantenerne il controllo, mentre Vladimir e' gia' riuscito a colonizzare le miniere d’ossidiana ad est. Il Sergente Lothar e' riuscito addirittura a riconquistare dopo più di un secolo il Baluardo di Aristos a ovest. • Il Sergente Lothar, pero', a metà della strada che lo conduceva al Baluardo, e' stato attaccato da un’altra orda di Gargoyle, dando vita ad una battaglia furiosa. La vittoria dell’esercito è stata schiacciante, le perdite ci sono, ma contenute. Dovro' ricordarmi di premiare questi uomini, al loro rientro in patria.
Se lo sono meritato.

Vostro
Euridas, Governatore Di Emerald.




Dalla nomina ad oggi.
Dalle memorie di Euridas Haskonyus, Governatore del Regno di Emerald.

... e finalmente mi son deciso a raccogliervi, tomo ingiallito dallo scandir dei lustri, usato da qualche mio predecessore per livellare lo sbilanciamento del tavolo nella mia sala.
Vi ho aperto, notando con rammarico che alcuna storia al vostro interno e' riportata, che le pagine molteplici che si susseguono non riportano alcuna figura, alcuna narrazione, quindi, per far si che anche voi abbiate il vostro ruolo all'interno di questa realta' nomata vita, vi narrero' della storia, ossia del presente che un giorno diverra' storia, delle Lande di Dominia e di chi al suo interno sosta, con l'acutezza in vista che m'e' permessa dalla mia razza cosi' come con l'udito che, allo stesso modo, permette a me di udire e vergare, regnare e narrare.
Mi presento a voi, rispondo al nome di Euridas Haskonyus,
e vanto il titolo di Governatore del Regno di Emerald.
Riportero' qui tutti gli accadimenti avvenuti in questi ultimi soli, poi vi chiudero' e riapriro' ogni qualvolta vi sara' un evento degno d'esser qui vergato.

Giunsi in queste lande dopo aver abbandonato la terra che mi aveva ospitato per svariati lustri e che m'avea visto divenire prima cavaliere, quindi Generale ed ancora Reggente di una citta' d'arme che dalle macerie d'una gloriosa citta' divenne anch'essa grande.
Piu' quella citta' diveniva grande, potente, piu' l'invidia umana da parte di chi ambiva allo scranno da me brandito fece si ch'io fossi costretto a difendere il mio posto dagli attacchi dei briganti piu' disparati, comunque, riuscendovi.
Ad ogni avversario che battevo, pero', sentivo che la mia natura, la mia indole, si umanizzava sempre di piu', facendomi perdere il giusto sentiero.
La razza elfica non puo' mischiarsi con sangue impuro, ed io, continuando a stare in quel luogo, sentivo che sarei divenuto ben presto impuro.
Lasciai quindi la citta', dopo averla ricostruita da zero, nelle mani di chi si sarebbe sentito all'altezza di seguire le mie orme.
Qualcuno tento', e di quella citta', poco dopo, non resto' che nuovamente un cumulo di macerie.
Giunto ad Emerald avevo un unico scopo, quello di ritrovar me stesso.
Dopo un viaggio durato parecchi soli, parecchie lune, ero stremato. Nemmeno notai le alte mura che circondavano la citta' e la magnificenza delle costruzioni all'interno del Regno. La mia meta era l'unica che potesse fornirmi ristoro. Molti i luoghi visitati fino a quel momento, nessuno da me reputato adatto al mio desiderio di purificazione, di comprensione del mio essere.
Restai a pernottare all'interno della locanda cittadina. Dormii, quella notte, quasi come un umano. Al mio risveglio, il mattino dopo, il mio cuore spesso avaro d'emozioni inizio' a scaldarsi, nel vedere quanto bello fosse all'occhio di chiunque quel luogo, quanto melodiosa fosse la vita che per i sentieri tra le abitazioni rendeva quel luogo magico, quasi irreale.
Era l'emozione che cercavo.
Dovevo restare.
Questo avvenne precisamente circa sessanta soli prima ch'io mi trovassi qui, sul mio scranno, a scrivervi in qualita' di Governatore di Emerald.
La situazione del Regno era gia' da prima che giungessi, abbastanza complicata.
Venni a conoscenza da un milite che un gruppo di ribelli , allora sconosciuto, era contrario al modo di gestire il Regno da parte di Re Edward III e cercava di issare la popolazione contro di lui. Durante i sessanta soli che si sono susseguiti conobbi svariati personaggi singolari, tra cui Ikari, custode della Foresta di Karplus, Urur, il nano gendarme e Vladimir, Caporale dell'esercito Reale nonche' colui che divenne mio amico e confidente, il Generale Lavitz Slambert.
Non mi aspettavo che Re Edward III accettasse la mia candidatura quale Governatore di Emerald, eppure egli mi fece recapitare uno scritto ove accettava la mia candidatura dopo aver verificato le mie referenze.
Il mio passato mi aveva preceduto e, poco dopo, tramite un editto lo stesso Re, da me ancora mai visto o sentito, mi nomino' Governatore di Emerald.
La cerimonia si svolse nella piazza cittadina, ove la popolazione s'era riunita. Nonostante tutti i festanti i miei occhi restarono fissi sull'impassibilita' di Re Edward III che mi stava per nomare Governatore.
Sembrava lui, tra noi, l'elfo.
La folla festante tutta intorno alla piazza era tenuta a bada dai soldati del Generale Lavitz. Nella sua passione e nella sua compostezza ho rivisto me, tanti lustri fa.
Al termine della cerimonia la festa prosegui', ma io non restai a lungo.
Preferii iniziare subito a comportarmi coerentemente con la carica che mi era stata affidata.
La prima distrazione dai miei doveri fu “causata” dall'elfa Ikari, una mia parirazza la quale non passava completamente inosservata ai miei occhi gia' prima che divenissi Governatore. Ella venne a complimentarsi per la mia nomina e li' venni a sapere del gruppo di allievi che ella addestrerebbe all'interno della foresta di Karplus.
Debbo ricordarmi di chiederle in cosa li addestra.
Nel frattempo il ribelle Bellamy, ancora sconosciuto agli occhi delle guardie se non per qualche sommaria informazione resa da qualche cittadino piu' o meno attendibile, aggredi' il Caporale Vladimir Blood ferendolo gravemente ma non riuscendo ad ucciderlo per il sopraggiungere di altri gendarmi.
Quello fu il momento in cui l'identita' di Bellamy fu svelata ed il velo d'anonimato cadde.
Il Generale Lavitz Slambert emano' nella pubblica bacheca il dispaccio attestante lo status di ricercato del ribelle.
La taglia era ed e' di 10.000 monete d'oro.
Pochi soli dopo la cerimonia di investitura incontrai una figura incappucciata che si aggirava nei pressi del Castello Reale.
Io mi presentai a lui come Euridas Haskonyus, egli a me come Bellamy. Stranamente non mi attacco'.
Parlo' con me come se la mia persona, in qualche modo, non lo mettesse a disagio, e non vorrei azzardare di non aver destato in lui una cattiva impressione
Comunque l'incontro fu breve.
Per il momento decisi di lasciarlo andare senza chiamare le guardie poco distanti, remore che nel luogo dal quale venivo bastava la diceria di un nobile a far impiccare un innocente.
Nel frattempo Re Edward III ordino' al Generale Lavitz di andare al nord con gran parte dell'esercito per sterminare un'orda di Barbari che viveva nelle terre a Nord di Dominia, aldila' della barriera che divide le citta' di Emerald e Mercadia dai luoghi meno ospitali del Regno, perche' il Sovrano aveva intenzione di espandere il proprio territorio e, di conseguenza, le proprie ricchezze.
Il messaggio che sarebbe pero' giunto alla popolazione sarebbe stato quello di liberare il popolo dalla minaccia dei Barbari, intenzionati, a dire del Re, a saccheggiare Emerald e Mercadia.
Dentro di me sapevo che non era giusto e, conoscendomi, non avrei esitato un istante a riferire al Re il mio disaccordo sulla sua decisione di mandare a rischiare la vita un intero esercito per una battaglia che non era indispensabile ma quel sole era presente il Generale Lavitz soltanto il quale, da militare qual'e', altro non pote' fare che assecondare il volere del Sovrano e partire, quindi, poco dopo, alla volta delle desolate terre del Nord.
Io restai ad Emerald, sebbene avessi voluto seguire Lavitz ed i suoi uomini nel sanguinoso conflitto che li attendeva.
Due soli dopo la partenza dell'esercito, inaspettatamente, incontrai nuovamente l'uomo incappucciato, Bellamy, al pozzo del quartiere Est.
La conversazione fu ben piu' lunga, quella volta, ed ebbi modo di constatare che il desiderio di Bellamy era quello di spodestare il Re per sedere, a suo dire, al suo posto il tempo necessario per rimettere le cose a posto, quindi lasciare il Regno nelle mani del popolo. Gli risposi che la sua era un'utopistico modo di vedere la realta', che una citta' senza una persona che Regna e' una citta' ove tutti, dall'ultimo dei contadini al primo dei nobili si credono in diritto di sedere su quello scranno. Secondo me, sarebbe stato l'inizio della fine di Emerald, se cio' che Bellamy aveva in mente sarebbe stato posto in essere. Tuttavia egli mi promise che ci saremmo rivisti, quindi, nuovamente, lasciai che prendesse la sua strada. La notte seguente partii in direzione del Nord, ove sapevo l'esercito essere accampato a Coldwood. Raggiunsi Lavitz che il sole seguente gia' scemava. Lo avvisai della mia conversazione con il ribelle e di cio' che ci eravamo detti a vicenda.
Al mio ritorno ad Emerald il Re mi incarico' di nominare ufficialmente il nuovo Governatore di Mercadia, citta' commerciale e portuale, Governatore che era stato scelto dal popolo stesso, mediante delle votazioni avvenute nei giorni precedenti e la quale carica, a differenza mia, sarebbe stata a tempo determinato.
Mi informo' che la scelta era ricaduta su un Drow: Vhaeraun.
Quest'essere, da me conosciuto pochi soli prima di divenire Governatore, spiccava sulle altre persone per il suo inusuale carattere accomodante, potrei dire fosse il primo Drow che io non abbia odiato al primo sguardo.
Tre soli dopo la piazza di Mercadia, adornata a festa, accoglieva anch'essa con tutta la popolazione il nuovo Governatore.
In questo caso il Drow fu ben accolto dalla popolazione, benche' qualche mugugno fosse ben udito alle fini orecchie dell'elfo nero.
Mi sono dilungato, questa notte, perche' molti erano gli accadimenti susseguitisi dalla mia nomina ad oggi. Mi riservo, nei soli che seguiranno, di essere piu' breve e meno vago nella descrizione di cio' che accadra'.
Vi saluto, mio nuovo amico.

Vostro
Euridas, Governatore Di Emerald.


 
 
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